Armando Di Paola é tra i protagonisti del nuovo spettacolo teatrale Amáre Femmine – Come l’arancio amaro, di Francesco Pesola, che debutta venerdì 13 febbraio 2026 al Teatro Argomm di Milano alle ore 21.
Ambientato in una Sicilia che attraversa oltre quarant’anni di storia, dagli anni Venti al primo dopoguerra italiano, Amáre Femmine – Come l’arancio amaro è un intenso racconto teatrale che intreccia vicende private e memoria collettiva.
La storia di Amáre Femmine – Come l’arancio amaro
Al centro della narrazione c’è Carlotta, donna colta e indipendente, la cui vita viene scossa dal ritrovamento di un atto notarile capace di incrinare ogni certezza sulle proprie origini. Una scoperta che la spinge a tornare a Sarraca, il paese da cui era fuggita, e ad affrontare un passato sepolto sotto il peso del silenzio.
Nel suo ritorno, Carlotta si trova a fare i conti con una rete di segreti familiari, colpe mai confessate e verità sacrificate all’onore, al potere e alla necessità di sopravvivere. La storia si sviluppa su più piani temporali, seguendo le vite di tre donne – Bastiana, Nardina e Carlotta – legate da un destino comune e segnate dalle scelte di uomini incapaci di amare senza dominare: un avvocato dall’ambigua protezione, un mafioso prigioniero del proprio ruolo, una società che punisce l’autonomia femminile considerandola una deviazione.
L’arancio amaro, simbolo ricorrente, diventa immagine di una terra generosa e crudele allo stesso tempo, di radici innestate su menzogne, di maternità negate e identità spezzate. Tra figli scambiati, compromessi con la criminalità organizzata e l’ombra del fascismo, la dimensione intima dei personaggi si fonde con la grande Storia della Sicilia e dell’Italia.
Il ruolo di Armando Di Paola in “Amáre Femmine“
Armando Di Paola interpreta il personaggio di Don Peppino, un avvocato anziano che ha cresciuto Carlotta come una nipote. In tanti anni lui le ha nascosta la verità, ovvero che sua madre e suo padre non sono i suoi genitori biologici.
Ma un giorno la verità viene a galla: Carlotta scopre in un archivio del tribunale alcuni documenti segreti e intraprende un viaggio doloroso ma necessario. Solo così potrà liberarsi dall’eredità dell’amarezza e scegliere finalmente chi diventare. Perché anche ciò che nasce aspro può trasformarsi, se ha il coraggio di guardare in profondità le proprie radici.
In scena, oltre ad Armando Di Paola, Beatrice Galiè, Lorenzo Fratus, Chiara Malpezzi, Francesco Terrasi e Federica Marigo.
Come scritto all’inizio, la regia è di Francesco Pesola, mentre le musiche e le composizioni originali sono firmate da Lorenzo Fratus.
Uno spettacolo intenso e stratificato, che restituisce voce alle donne e interroga il presente attraverso la forza del teatro e della memoria.
Lo spettacolo verrà riproposto domenica 29 marzo 2026 a Bergamo, alle ore 18.
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