La mia prima uscita come stand up comedian a Milano al J & P DA NORD A SUD è stata un successo pieno. In una serata di Open Mic viva, partecipata e calorosa, ho portato sul palco due brevi sketch originali, raccogliendo risate, applausi e continui interventi del pubblico. Un debutto che segna un passaggio importante nel mio percorso artistico e che conferma quanto la stand up comedy sia un territorio naturale per la mia comicità.
L’Impiegattore, il mio personaggio comico originale, per la prima volta sul palco
Il primo sketch ha visto protagonista l’Impiegattore, il mio personaggio riconoscibile e amatissimo sui social. Incarnazione tragicomica dell’uomo contemporaneo intrappolato tra ufficio, capi surreali, colleghi improbabili e il sogno mai sopito di diventare attore.
In pochi minuti ho condensato l’essenza di questo personaggio: l’ansia da prestazione, il linguaggio aziendale trasformato in arma comica, la tecnologia che invece di aiutare complica, e quel desiderio di riscatto che appartiene un po’ a tutti. Il pubblico si è riconosciuto, ha riso di gusto e ha reagito in modo spontaneo, dimostrando quanto l’Impiegattore funzioni anche dal vivo, a contatto diretto con le persone.
Il mio secondo monologo di stand-up comedy: il triangolo amoroso con un “robottino”
Il secondo sketch ha alzato ulteriormente il livello di coinvolgimento, raccontando la surreale situazione di un uomo intrappolato in un triangolo “amoroso” con sua moglie… e un robot lava-pavimenti. Un monologo feroce, dissacrante e fisico, dove ho giocato con il ritmo, le pause e l’interazione diretta con il pubblico. Ho trasformato la gelosia coniugale, l’ossessione per il pulito e la solitudine maschile in un’esplosione di comicità nera e irriverente.
Questa serata ha mostrato chiaramente la forza della stand up comedy: un linguaggio diretto, senza filtri, che crea un legame immediato tra artista e spettatori. Diversamente dal teatro tradizionale, dove il pubblico osserva a distanza, qui lo scambio è vivo, reale, imprevedibile. Ogni risata, ogni silenzio, ogni risposta diventa materiale con cui giocare, adattarsi, rischiare. Ed è proprio in questo rischio che sento un’emozione nuova, intensa, quasi elettrica.
Scrivere un monologo comico è molto diverso dallo scrivere un monologo teatrale o cinematografico. Un monologo comico non deve solo piacere a chi lo scrive: deve fare la cosa per cui nasce, cioè far ridere. E come si capisce se fa ridere davvero? Semplice: provandolo sul campo e subito dopo ritornare a scrivere, modificarlo e migliorarlo per la prossima esibizione.
Per me questa prima esperienza sul palco come stand up comedian non è stata solo una prova riuscita, ma una conferma: la comicità dal vivo, fatta di verità, ironia e vulnerabilità, è uno spazio di libertà potente.
Rimanete sintonizzati per sapere quando mi esibirò prossimamente e intanto guardate il video che ho pubblicato su Instagram che mostra alcuni momenti della serata.

